Andrea Barretta, 'L'arte di Gladys Sica nel suo scorrere', Mostra Personale, Consulado Argentino de Milàn, 2025.
“L’arte di Gladys Sica nel suo scorrere”
Brani del testo monografico di Andrea Barretta
Prodromo di un intenso lirismo
Che l’arte sia un momento di riflessione è assodato. E Gladys Sica mette in atto questo assunto spaziando dal disegno alla pittura, alla scultura e alla calcografia, oltre i cartoni e la poesia sia dipinta che scritta. È la storia di tutto il suo itinerario artistico che prende forma nell’avere un ruolo decisivo nella costruzione del pensiero ispiratore, di molta parte del tempo tra significati e significanti senza disgiungere la tradizione pittorica e plastica dai valori culturali e mettendo a frutto le varie conoscenze. Perché Sica sa bene che nell’arte ciò che è giusto e idoneo a commisurarsi con l’armonia, deve essere fatto bene, per esprimere la tensione verso ciò che dovrebbe essere l’aspirazione di ogni artista: un ideale che va oltre le normali possibilità.
…Opere che ci consegnano il mistero dell’uscire da sé stessi per affidarsi alla concretezza di quello che si vedrà, e pertanto è l’oblio del silenzio a toccare il fruitore che non dimentica i motivi di quanto non va perso per credere nella speranza della storia, perché nell’arte di Sica c’è la nostra civiltà, la nostra antropologia a dirci che tutto è cominciato lontano e non senza difficoltà. Ed è per questo che nei suoi lavori c’è sempre la forte sensazione di una rinascita, figure avvinghiate alla materia, contorte, rannicchiate, avvinte come In trappola, ma pronte a distendersi. Ed è qui che subentra la capacità di saper tradurre nella consistenza l’intrigo che l’artista raggruma sulla superficie, come in un Paesaggio sconfinato.
…Una vita fra sentimenti forti di un sentire poetico, con le argomentazioni di una donna alla ricerca dell’armonia, nella gestualità, come per un direttore d’orchestra che sintetizza la conclusione di una composizione, in un corale canto che sembrano note distribuite su una tastiera che ogni volta s’accinge a sfiorare come amalgama con l’opera d’arte. E ogni volta nuove scoperte, così da lasciare un’impronta indelebile scegliendo modi in lavori seminali che sono la meta e lo scopo finale, nell’aspetto di adesioni poetiche, dell’attimo e il suo dopo che è ancora una volta arte.
…Oggi che la società sembra fallita, oggi che l’arte s’abbandona al manufatto industriale, ecco la comunione tra arte e società di Sica che è vertigine in grado di superare la condizione dove realizzare una proporzione artistica nella filosofia dell’integrazione. Ne è dimensione e adesione l’opera Riemergere, in cui l’aspetto formativo si confronta e convive con un assunto complesso qual è l’umanità in una prospettiva d’emancipazione antropologica. Che riscontriamo anche nella sua arte grafica e incisoria: dai disegni su carta alle xilografie su legno o linoleum, fino alle acqueforti, acquetinte su zinco e punte secche, e alle tecniche miste a china o a biro, come in L’incontro con l’animale guida.
…Per questo, se oggi Gladys Sica occupa un posto d’onore nel panorama artistico, lo si deve alla sua modernità e soprattutto alla luce che diventa rivelazione; lampi che squarciano il buio per mostrarci l’essenza, come discrimine tra passato e futuro nel modo di incarnare il respiro del mondo, tra risoluzione e potenza emotiva, presupposto delle interpretazioni deterministiche del vero. Che sconvolge. Sica cattura attimi, come per un pittore barocco che usa la luce e l’ombra per creare una scena di sommo ripiegamento interiore, e là dove il chiarore si fa disperato, il realismo è avvolto da un’atmosfera di silenzio, chiaroscurale e anticonvenzionale, in accordo con l’accadimento che amplifica l’impressione, dove poter ritrovare qualcosa e potersi riconoscere. Quasi a ricalcare un richiamo a osservazioni letterarie nel considerare l’idea di pittore formulata da Paul Valéry, che lo descrive come chi “non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà”, e per questo la nostra artista non ordisce piani, ma li disvela, accompagnando verso il compimento della pienezza, che è sostanzialmente un’apparizione d’altro, nell’ossimoro che grida un simultaneo silenzio infinito.
…Ora nel legare la continuità con il futuro, Gladys Sica esteriorizza altro e in questo l’arte che la conduce a orientarsi ai valori dello spirito, perché in molti lavori c’è il risveglio della spiritualità, c’è la divulgazione evocativa, dalla pace giottesca alla purezza rinascimentale, alla vita che s’incarna nella bellezza, nel dare un valore alla sua ricerca artistica in un punto ideale in cui tutto si concilia. Per questo motivo va da sé che la sua adesione lascia il passo all’identificare ciò che si verifica all’interno, come a illuminare una parte di noi stessi, di quel mondo che la pone sul sentiero già abbozzato, eppure paradossalmente nel movimento artistico moderno, ma a debita distanza da talune tendenze odierne che pescano nella spiritualità per dissacrare e per provocare piuttosto che per darne una rinnovata esecuzione
…Che non si limita all’inconscio, perché Sica connette il mondo interiore con l’esteriore, come nella scultura in bronzo patinato L’anima nel silenzio del corpo, interpretandone la natura astrattiva in un procedimento di sintesi. Perché nei suoi quadri, nelle sue sculture o per i cartoni con materiali di ricupero intagliato ed elaborato per strati dipinti con inchiostri di una sua tecnica personale, e nelle sue sperimentazioni, non ci sono soltanto idee, ma soffi vitali, motivi acuti dotati di una loro sussistenza. In modi di vedere precise esigenze eloquenti, nel superare sovrapposizioni e giustapposizioni, per una visione olistica di mescolanze in perfetta equivalenza nel trasformarsi e nell’interagire tra loro, nel riscatto dai vincoli delle norme per un pensiero liberato dai luoghi comuni. E questa è l’arte di Gladys Sica.
Andrea Barretta