Gladys Sica artista visivo

e poeta italo-argentino contemporaneo

 

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Poesia Contemporanea

-Cosa leggi di solito? E di insolito?
Sono molto eclettica da sempre, in tutto. All’inizio della mia formazione c’era una predominanza di letture di poesie –soprattutto di poeti surrealisti argentini e francesi- e di saggi di ogni tipo, libri di ricerca spirituale, di filosofia, d’arte, di anti-psichiatria.
La passione per i romanzi o le biografie sono arrivate tardivamente, ragione per la quale alcuni gioielli li ho letti in ritardo come ad esempio “Pedro Paramo” del messicano Juan Rulfo o “No habrá más penas ni olvido” dell’argentino Osvaldo Soriano.
Uno degli ultimi libri letti è stato “Budapest”, un romanzo che mi ha sorpreso molto di Chico Buarque, il bravissimo cantautore brasiliano. Una storia di doppia identità, doppia lingua, doppia vita raccontata con vitale attualità.
La prosa tagliente e lucida del portoghese José Saramago mi ha accattivata con “Il vangelo secondo Gesù”, “Cecità”, insieme alla prosa profonda e poetica di Erri De Luca con “Aceto, arcobaleno”, “Non ora, non qui”, la scoperta della prosa cangiante e colta di Alessandro Baricco con “Oceano Mare”, “Castelli di rabbia”, “City” fra altri.
In questo momento sto leggendo “La mia strada è la tua strada” primo volume delle meditazioni sul vivere dell’indiano Krishnamurti, uno sguardo personalissimo e innovatore sui nostri processi mentali e sui condizionamenti subiti dalla nostra società, un maestro che ho scoperto ai 16 anni
..

Dall'intervista a Gladys Sica pubblicata sul sito di racconti e poesia www.i-racconti.com Italia (20.11.2007)

L. R. C. 4. Ci sono artisti che hanno influenzato la tua opera pittorica?

G. S. La linea in arte potrebbe cominciare da molto lontano con le lezioni di libertà di Michelangelo, i manieristi e Goya, poi con Van Gogh, il cubismo e il gruppo neofigurativo d’Argentina.
In Europa l’incontro diretto con quelle forme mutate sotto la pressione ad alta temperatura di Francis Bacon, fu la cosa migliore che mi poteva succedere, seguita dalla lucida e precisa pennellata dei corpi di Lucian Freud e Canogar in Spagna, un altro grande fra informale e figurazione.
In Italia fu la scoperta di Afro Basaldella: solo colori e qualche traccia informale sulla tela, ma che formano una sinfonia unica, poesia pura, battaglie perfette.
Ma credo che nella mia pittura, tuttavia, la prima caratteristica sorge dal fatto di provenire da una formazione scultorica, la scultura fu il mio primo amore in arte e questo si percepisce chiaramente, è ciò che le dà una maggior forza.
Lavoro sul piano con molta materia, con la spatola, con speciale predisposizione per il volume, per lo spazio, quasi come se fosse un basso o altorilievo.
Anche la tecnica inventata del cartone ondulato intagliato, lavorato per strati, rivela questa tendenza nella mia opera.
Negli ultimi lavori appaiono linee che attraversano tutta la superficie e che possono interpretarsi come interferenza, simultaneità o frammentazione dentro il contesto.

Dall'intervista a Gladys Sica "Poesia e arte, la stessa passione, lo stesso fuoco"di Luis Raúl Calvo da Buenos Aires, Argentina, Rivista "Generación abierta n° 49 e n° 50 " (2007-2008)

sull'atto creativo
“Durante l’atto creativo, in me, si produce uno stato spontaneo d’intimità, possiamo dire quasi “mistico”, con la realtà percepita, la totalità dell’esistenza. Per questo, sebbene la finalità ultima è quella di “permettere di bere alla nostra anima nelle acque del mistero” per citare direttamente le parole dell’epigrafe del mio ultimo libro pubblicato, durante la creazione (sulla tela, il marmo, il computer, il foglio, etc.) non ho presente l’intenzione cosciente di suscitare qualcosa nell’altro in maniera programmata. In quel momento l’atto creativo forma un uno che ingloba tutto il resto ed io mi perdo in quest’uno, in questo fare, in questo stato. Lo realizzo e lo vivo come “l’unica cosa importante da fare.”

sull'Argentina e l'Italia
“L’Argentina rappresenta il luogo dove sognare, l’Italia il luogo dove concretizzare questi sogni.
L’Argentina è la mia giovinezza, un vivere di eccessi e contrasti, la poesia, soprattutto è la poesia… il vincolo del linguaggio è qualcosa difficile da spiegare, il linguaggio dà un senso di appartenenza immediata, primigenia.

Vivere in un paese con un’altra lingua, è una sfida maggiore per chiunque lavori con le parole, può essere demolitore, ma anche un punto di forza.L’Italia è la mia maturità, un vivere con un ritmo di lavoro preciso e quasi frenetico, l’arte, soprattutto è l’arte... in Italia il sentimento del colore nella gente è fondamentale, atavico.

Come vedi, mi muovo in bilico tra due amori: la poesia e l’arte, Argentina e Italia, impossibile prescindere da uno dei due, non c’è modo di scegliere per me.”

Dall'intervista a Gladys Sica di Edith Checa pubblicata sulla Rivista Letteraria spagnola “Jirones de Azul”(08.04.2006)

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