Nuova figurazione - neofigurativismo - pittura materica - avanguardia poetica - surrealismo

Gladys Sica

Artista visivo e poeta italo-argentino contemporaneo

"Dove va tutto l'amore non dato?"
olio su tela cm 100x120 2009

"Sacrificio e rinascita" 2008
olio su tela cm 80x80

 

"Il ballo del mondo" 2007
olio su tela cm 80x80

 

"Aspettando un cenno" 2006
Olio su tela cm 100x70

"Avvertimento" 2005
Olio su tela cm 70x 100

"Danza con la natura" 2005
Olio su tela cm 60x60

"L'invisibili forze" 2004
Olio su tela cm 100x80

 

"Donde empieza el silencio"
Olio su tela cm 50x50 2004

 

"Il mare che unisce" 2004
Olio su tela cm 60x60


"Travolto dal tunnel" 2003
Olio su tela cm 100x70


"Mare d'inverno" 2002
Olio su tela cm 60x60

"Lotta interferonica" 2002
Olio su tela cm 120x80

"Tango d'amore" 2001
Olio su tela cm 70x100

"Corsa" 2000
Olio su carta cm 24x18



"Rasserenante riposo" 1999
Olio su tela cm 60x200

"Paesaggio sconfinato" 1999
Olio su tela cm 110x110

"Cercando" 1995
Olio su tela cm 65x100

 

"Donna con la sua ferita"
Olio su tela cm 60x80 1994

"Figura abbattuta accanto al cammino"
Olio su tela cm 70x100 1993

 

"Visione furtiva" 1993
Olio su tela cm 50x60

"Gravidanza" 1991
Olio su tela cm 80x100


"Fossa comune" 1991
Olio su tela
cm 70x100

 


"La magia delle rocce-sculture"
Olio su tela cm 100x100 1991

Sulla scelta del cammino e le modalità di lavoro)

E’ così, se un cammino ci fa innervosire e troviamo sempre scuse per posticipare o delle giustificazioni, quello non è il nostro cammino.

Il cammino che ci appartiene ci dona una specie di pazzia o godimento che ci accompagna ed è, in definitiva, come una droga o una protezione che intercetta la sofferenza o le barriere che altri vedono, come insuperabili, nella nostra vita.

Quando dipingo, quando creo, la cosa più importante è disporre di molta libertà, specialmente mentale, io direi che la capacità del vuoto mentale è la condizione interiore di partenza.

L’opera è un ordine che nasce dal caos ed è come un miracolo, una festa.

Per questa causa, sempre secondo me, la cosa migliore è lavorare in uno studio indipendente dalla propria casa o, almeno, in un locale o spazio dove poter sporcare, provare, mescolare e accumulare idee, storie, oggetti apparentemente inutili.

L’atelier dell’inconfondibile e grande Francis Bacon –anni dopo la sua morte, nel 2001- è strato trasferito da Londra e montato integralmente in una galleria di Dublino aperta al pubblico. Al suo interno sono stati rinvenuti 7.500 oggetti tra foto, ritagli di riviste e libri, bottiglie vuote, tele abbandonate, barattoli di pittura, giornali sul pavimento e strati di pittura sovrapposti sulle pareti: tutto un disordine trasferito e rimontato come se fosse un antico affresco. Anche nel mio caso, diciamo che la casa dove vivo è, sempre, molto più ordinata del luogo in cui lavoro. Inoltre, altra condizione fondamentale è avere tempo.

Sono giunta, varie volte, ad annullare appuntamenti di lavoro e altri programmi affermando che ero ammalata, ad esempio, solo per terminare una poesia che si era svegliata con me una mattina, senza che “lei” mi avesse avvisata.

Intervista a Gladys Sica di Edith Checa dalla Spagna

Pubblicato il 08.04.2006 sulla Rivista “Jirones de Azul”(articolo completo)

"Dall'espressionismo ha recepito il torturato scavo introspettivo della figura umana e la cruda semplificazione dei tratti e delle gamme cromatiche; dall'informale, invece, ha derivato la pittura materica pulsante e grumosa delle campiture e la violenza dei contrasti timbrici.
L'iconografia é scarna: l'uomo e/o la donna calati nell'habitat o in un interno, il paesaggio, attraversato da una sorta di bufera di moti antinomici: riflessi delle tante vicissitudini che si agitano nell'anima tormentata dell'uomo moderno.
I personaggi raffigurati rimangono innervati alle ubicazioni come attonite presenze di una condizione umana dolente e scarnificata, in certi casi ci appaiono simili a tragiche statue tra le rupi o le pareti domestiche: in uno stallo esistenziale di dolore calcificato.
I conflitti della vita e della morte, dell'odio e dell'amore, della speranza e della disperazione percorrono, dunque, il tessuto dei suoi oli sostenuti da una genuina vitalità, che poco concede all'edonismo estetizzante o alla compiacenza sperimentale. Nei lavori più ispirati, ogni elemento del dipinto resta impresso-scavato sulla e nella superficie con virile veemenza e con una grazia aspra e selvaggia ."

Gianni Pre, dal catalogo della Mostra Personale gall. "Ciovasso", Milano.

...risaltano immediatamente all'occhio, gli ampi lavori a campiture e larghe macchie, spatolari come l'arnese, la spatola...

Franco De Faveri, dal catalogo della Mostra Personale gall. "Sargadelos", Milano.

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