Gladys Sica

artista visivo italo argentino contemporaneo
Nuova figurazione - neofigurativismo - pittura materica - avanguardia poetica - surrealismo

"Donna con la sua ferita "
Olio su tela cm 60x80 1994


Sulla spontaneità

Questa spontaneità è, giustamente, questa specie di stato meditativo o come lo si voglia chiamare.

Non creo a partire da un progetto prestabilito, non ho orari fissi, non realizzo a partire da costruzioni mentali.

Vedo una grande differenza tra un costruttore e un creatore, sono due modalità molto diverse.
Poco tempo fa ho letto una definizione dello scrittore britannico Gilbert K. Chesterton che diceva che “la costruzione la si può amare solo quando la si vede, la creazione si ama già prima di esistere.”

È come se colui che costruisce da fuori, non gode veramente durante il lavoro, si sforza solo pensando al risultato.

Colui che crea fa crescere qualcosa da dentro, gode durante il lavoro in se stesso, più al di là del risultato finale di tutta la faccenda.

Creo a partire da questa spontaneità che sopravviene, quando sento la chiamata o la necessità e non posso non rispondere senza stare veramente male, sono la prima a sorprendermi e crescere insieme allo stesso lavoro, lavoro che si nutre del sangue dei miei giorni, mai di speculazioni a tavolino. La gente, alla fine, riconosce questa spontaneità, questa veracità e il tuo operato raccoglie un’eco. Un’eco, un impatto speciale che spinge chi è a contatto con l’opera a guardare in profondità, a guardarsi e a riconoscersi.

Intervista a Gladys Sica di Edith Checa dalla Spagna

Pubblicato il 08.04.2006 sulla Rivista “Jirones de Azul”(articolo completo)

 

"…Sul suo banco di lavoro, vicino all'immancabile cavalletto, in effetti c'erano solo spatole.
Spatole di diversa misura, spatole sporche e spatole pulite, spatole rotte, spezzate che la dicevano lunga sul suo modo di lavorare, irruente e impetuoso, sprizzante energie insolite.
Le sue superfici dipinte hanno lo spessore del bassorilievo. II colore si accalca, denso e grumoso, su sé stesso creando fisiche suggestioni materiche e chiaroscurali. Le sue figure sono dinamiche architetture umane, blocchi plastici che ci ricordano che Gladys Sica é, prima di pittrice, una bravissima scultrice."

Franco Migliaccio, dal catalogo della Mostra Personale "Blocchi Plastici", Milano.

 

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