Disegni su carta:

tecnica mista,

a china e biro.

Gladys Sica

artista visivo italo-argentino contemporaneo

"Domenica, poesia, tango e poi..."
Tecnica mista
cm 50x70 2007


"Viaggio in India"
China
su carta cm 50x70

"Ora è possibile, gli occhi ridono
l'attesa è morta nel fuoco,
mai più saremo soli"
China
su carta cm 50x70

"Tango infinito"
Biro
su carta cm 70x100

"Reclami dell'anima"
Biro su carta cm 50x70


"Pareja de tango "
Biro
su carta cm 50x70


"Nuestro inapresable, abisal corazòn"
Biro
su carta cm 47x57

"Gravidez III"
China su carta cm 36x45

"Gravidez II"
Biro e china
su carta cm 36x46

"Gravidez IV"
China
su carta cm 36x45

"Impotenza e potere"
Biro su carta cm 50x70

"Uomini cadendo dal mondo"
Biro su carta cm 50x70

"Buenos Aires-Mosca-Milano"
China
su carta cm 50x70

Sulla fusione d'arte e poesia
Sì, all’inizio la poesia si sorregge da sola, la pittura attira di per sé, lo stesso succede con la scultura, con l’incisione, i cartoni, i murales, etc. ogni linguaggio è autosufficiente, senza bisogno di tanti appoggi esterni o spiegazioni imprescindibili per il respiro dell’opera stessa.

Poi, come avrai comprovato da te nel corso delle nostre conversazioni, si può vedere che tutto ciò che faccio batte in me unito dallo stesso filo; tutto appare scambiandosi e completandosi senza esclusività di un linguaggio sull’altro, tutto alimentato con la stessa intensità di ricerca e la stessa incessante passione.

Ma per scoprire questo bisogna avvicinarsi di più e, quando questo succede, gli altri ottengono una visione amplificata del discorso, in un certo qual modo, del mio universo.

Intervista a Gladys Sica di Edith Checa dalla Spagna

Pubblicato il 08.04.2006 sulla Rivista “Jirones de Azul”(articolo completo)

"Da dove viene l’asprezza acida dei rossi, dei gialli, dei bruni di questi dipinti di Gladys Sica? Perché s’inquietano i violetti, i verdi, gli azzurri delle loro ombre e delle luci?

E, ancora, quali bagliori, quali calcinazioni, quali fantasmi si proiettano sullo schermo delle tele, sulle scarnificazioni e lacerazioni dei suoi cartoni ondulati, sulle campiture delle sue superfici, oggi spesso scandite da traverse, linee, inquartamenti quasi geometrici, sospesi come tra un senso di vetrata impiombata e un ritmo di mosaico?"

Giorgio Seveso, presentazione della Mostra Personale, "Cascina Grande", Rozzano, MI, 2005.

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