Disegni su carta: tecnica mista, a china e biro.

Gladys Sica artista visivo italo-argentino contemporaneo

"Domenica, poesia, tango e poi..."
Tecnica mista
su carta cm
50x70 2007

L. R. C.
5. In che modo s’origina il processo creativo in te? Ci sono differenze quando scrivi una poesia o quando dipingi una tela? Pensi che con una delle due discipline artistiche esprimi meglio ciò che vuoi trasmettere o con entrambe ti senti allo stesso modo?


G. S.
Il processo creativo nasce da un fondo di vuoto, di silenzio, di libertà, di spontaneità e di comunione con una realtà maggiore, le quali sono le caratteristiche di uno stato di meditazione o di recettività, anche quando questo non avvenga in modo cosciente.
Inoltre poco importa se sulla superficie di quest’oceano c’è una lotta tra masse o colori o parole che avanzano come eserciti in opposte armonie, in realtà tutto nasce da quel fondo.
E’ quasi come se, momentaneamente, traboccasse con la creazione la ristrettezza dell'io.
In quello spazio alchemico si trasforma il materiale individuale in qualcosa di più grande, che diventa universale e a partire da questa trasmutazione il materiale può, finalmente, servire agli altri. Gli altri partecipano completandolo, modificando o aggregando nuovi significati.
No, non c’è nessuna differenza tra scrivere poesia o dipingere, disegnare o incidere, scolpire o scrivere un romanzo nel modo in cui questi nascono o si annunciano.
Le differenze e le somiglianze durante il lavoro creativo vengono fuori poi, ovviamente, dalle caratteristiche tecniche che appartengono ad ogni disciplina, anche dalla dimensione, i materiali, i tempi necessari.
A prima vista si potrebbe affermare che si riesce a trasmettere in un altro modo con la parola, che la parola colpisce con una luce più precisa e, allo stesso tempo, che è più esposta a deviarsi verso la trappola della mente.
Ma questo dipende dagli usi e percorsi personali, non dalla parola in sé o dall’immagine in sé, la finalità è uguale nel poeta o nell’artista: restituire significati inaccessibili, oltrepassare i propri limiti, incorporare echi distanti o apparentemente antagonisti.

Dall'intervista a Gladys Sica "Poesia e arte, la stessa passione, lo stesso fuoco"di Luis Raúl Calvo da Buenos Aires, Argentina, Rivista "Generación abierta n° 49" (2007)

"Da dove viene l’asprezza acida dei rossi, dei gialli, dei bruni di questi dipinti di Gladys Sica? Perché s’inquietano i violetti, i verdi, gli azzurri delle loro ombre e delle luci?

E, ancora, quali bagliori, quali calcinazioni, quali fantasmi si proiettano sullo schermo delle tele, sulle scarnificazioni e lacerazioni dei suoi cartoni ondulati, sulle campiture delle sue superfici, oggi spesso scandite da traverse, linee, inquartamenti quasi geometrici, sospesi come tra un senso di vetrata impiombata e un ritmo di mosaico?"

Dalla presentazione di Giorgio Seveso, Mostra Personale allo Spazio "Cascina Grande", Rozzano, MI, 2005.

  Copyright by © Gladys Sica
È vietata la riproduzione, stampa e/o diffusione in qualsiasi forma del testo e/o delle immagini senza il permesso o citazione dell'autore.