Gladys Sica
artista visivo e poeta italo argentino contemporaneo

Camille Claudel – Sculture: “Anatomie della vita interiore”
Palazzo Magnani Reggio Emilia 15 giugno-31 agosto 2003

“Non è senza rimpianto che ti vedo spendere il tuo denaro in un manicomio. Del denaro che potrebbe essermi utile per fare belle opere e vivere piacevolmente!”
lettera alla madre dal manicomio di Montdvergues, 18.02.1927.

“E’ lo sfruttamento della donna, l’annientamento dell’artista alla quale si vuole fare sudare persino il sangue. Tutto ciò in fondo viene dal cervello diabolico di Rodin.”
lettere al fratello dal manicomio di Montdvergues, 03.03.1930.

 


Gladys SicA con Luis Raúl Calvo direttore della Rivista "Generaciòn abierta"Caffé Monserrat, Buenos Aires.

 

Quando nell’agosto del 1991 visitai il museo Rodin nella sua ampia casa di Parigi, scoprii con sorpresa un nucleo di piccole sculture che vibravano come una presenza viva in mezzo ai grandi blocchi del famoso scultore.
Io non conoscevo allora molto della scultrice Camille Claudel, ma seduta su una panca del giardino del Museo, pensai al mistero del destino d’isolamento di quest’artista, pensai al mistero della sua passione- paranoia, amore-odio nel rapporto con lo scultore Auguste Rodin.
Pensai che c’era qualcosa d’ambiguo nel rapporto con suo fratello, il poeta Paul Claudel, qualcosa d’ingiusto sopratutto per l’epilogo della sua storia in manicomio.

Ancora oggi nell’agosto del 2003, dopo di aver avuto la fortuna di poter visitare la mostra di una cinquantina d’opere dell’artista francese nel Palazzo Magnani a città di Reggio Emilia, continuo a pormi diverse domande finora senza risposte certe.
Quanto sarà corrisposto nella realtà la creatività e il lavoro di Camille nella realizzazione delle “Porte dell’Inferno” o nelle tante opere firmate da Rodin ma fatte con la collaborazione della sua alunna, amante, musa, collega?

Ma chi é quest’artista geniale e diversa per la sua stessa epoca, la cui arte è aperta a molteplice ricerche: alla deformazione in “Testa di schiavo” 1885 o alla dissoluzione delle forme in “Cagna affamata” 1893, come alla forma pura e pulita in “La suonatrice di flauto” 1903-05 o al dinamismo del movimento diagonale in “Il dio rapito” 1894, “L’età matura” o gli echi del giapponese Hokusai in “Le conversatrici” 1893.

Camille Claudel nasce il 08.12.1864, figlia maggiore è appoggiata all’inizio dal padre che riconosce il suo talento artistico.
Incomincia a modellare le sue prime sculture fra i 12-15 anni, conosce lo scultore Alfred Boucher che s’incarica di guidare i suoi primi passi giacché le donne non possono entrare nell’Accademia di Belle Arti.
A 19 anni conosce Rodin incaricato di sostituire Boucher che ha viaggiato in Italia per aver vinto un importante premio. Così Camille che aveva già realizzato opere bellissime come “La vecchia Hélène” o “Busto di vecchia “, entra nell’atelier di Rodin (il quale ha 24 anni più di lei e già inizia a godere di riconoscimenti pubblici) come modella e collaboratrice.
Rodin scrive una passionale lettera alla « sua feroce amica » e realizza il primo dei numerosi ritratti della scultrice “Camille con i capelli corti”.
Nel1886 Rodin firma un contratto nel quale si impegna a sostenerla come artista e sposarla rinunciando a qualsiasi altra donna.
Camille e Rodin viaggiano per diverse regioni della Francia, in Inghilterra e aprono uno studio insieme nel1888.
Camille lavora in questo periodo al forte Busto di Rodin, fra gli altri.

Probabilmente dopo un viaggio per nascondere una gravidanza, Camille conosce una bambina di sei anni che poserà per i due importanti lavori di squisita purezza di forme e sintesi scultorea “La piccola castellana” e “L’aurora”.
E’ del 1892 la prima delle tante versioni che realizzerà in maniera quasi ossessiva dell’ opera ”Il valzer”-una danza o abbraccio frenetico d’amore o di morte- per la quale chiede allo Stato un blocco di marmo che le viene negato in quanto“il violento accento di realtà che si sprigiona impedisce, nonostante il suo indiscutibile valore, la collocazione in una galleria pubblica”.
Allo stesso tempo le sue sculture già fanno parte d’importanti collezioni private e pubbliche.
Nel 1890 s’incontra con Claude Debussy che s’innamora di lei, ma ella non esce dal complesso legame con Rodin di cui è nuovamente gravida.
Debussy conserverà fino alla morte, sopra il suo pianoforte, un esemplare de “Il valzer”.
Nel 1894 realizza l’opera « Le conversatrici » ; espone oltre che a Parigi, a Bruxelles.
I suoi lavori -e si può affermare anche molte di quelli di Rodin- diventano lo specchio del suo rapporto personale, come lo rivela, ad esempio, l’intensa opera “L’età matura » del 1895, dove si può riconoscere il ritratto della compagna di Rodin da più di trenta anni, Rose Beuret, che allontana dal suo uomo la giovane amante che implora inginocchiata.
Nel 1898 s’interrompe definitivamente anche la corrispondenza fra i due scultori.
Nel 1899 lavora e vive nello studio che affitta, sono di quest’epoca le piccole ed intime sculture « Il pensiero profondo » e « Sogno davanti al focolare ».
Le difficoltà economiche sono sempre maggiori, malgrado continui a lavorare e alcuni mecenati la aiutino, come la contessa de Maigret per la quale realizza vari incarichi nel 1903.
Nel 1907 vende i diritti di riproduzione al gallerista ed amico Eugène Blot, dopo che lo Stato le nega realizzare la fusione in bronzo dell’opera « L’età matura », anche se nello stesso periodo l’Accademia le compra « L’abbandono ».
Camille dal 1906 inizia a distruggere parte della sua opera, soprattutto i gessi e i lavori in cera, cosa che sembra abbia fatto, diverse volte, nei momenti di sconforto.
Nel 1912 mentre le sue sculture in bronzo della collezione Blot, sono esposte a Roma, la scultrice vive in miseria e abbandono, la famiglia cessa l’invio di denaro.
Il 02.03.1913 muore il padre di Camille e otto giorni dopo la madre s’affretta a firmare il certificato d’ingresso di Camille in un’ospetale psichiatrico a 48 anni.
La madre le vieta crudelmente le visite per diversi anni e la corrispondenza, in più né lei né sua sorella minore sarebbero andate a trovarla nei trenta anni nei quali Camille vivrà nei manicomi.
La madre chiede allo Stato una pensione pubblica che le sarà negata, ma non cederà a nessuna delle due richieste che i medici dell’ospedale le
faranno di reintegrarla in famiglia.
Soltanto suo fratello andrà a vederla al ritorno da ogni viaggio diplomatico, ma mai prenderà una decisione attiva a favore della liberazione della sorella, che segretamente sembra abbia sempre ammirato se non invidiato.
Nel 1917 Rodin sposa Rose Beuret che muore alcune settimane più tardi; Rodìn muore il 17 novembre dello stesso anno.
La grande scultrice fino alla morte non accetterà il consiglio dei medici di tornare a scolpire perché considera di vivere una situazione di prigionia senza dignità.
Nel 1932 Eugène Blot le scrive una lettera nella quale assicura che Rodin aveva amato solo lei.
La lettera non arriverà mai nelle sue mani.
Il 19.10.1946 muore Camille Claudel sempre lucida in manicomio. Passano diversi anni prima che suo fratello Paul Claudel si decida ad occuparsi del suo corpo.

La prima retrospettiva dell’artista è nel museo Rodin nel 1951, il riconoscimento pubblico però arriva solo con la seconda mostra, sempre al Museo Rodin nel 1984 dopo la nascita del femminismo degli anni 70.
Grazie a sua nipote, Reine-Marie Paris, è stato possibile la realizzazione di quest’esposizione e di tantissime altre che sono attualmente programmate in Danimarca, Francia, Giappone, Canada, cosi come il progetto della creazione del Museo Camille Claudel in futuro nella casa in cui la sua famiglia abitò in Nogent-sur-Seine.

Gladys Sica

 


Mostra Personale "Le linee e l'eco del mistero" di Gladys Sica, Libreria Archivi del '900, Milano, 2006.

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